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James Hansen - Conferenza sui cambiamenti climatici - TED TALK - 2012 February 29th

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Conferenza sui Cambiamenti Climatici di James Hansen (2012) Traduzione a cura del Dr. G. Di Giovannantonio ISDE: International Society of Doctors for Environment ISDE Italia – VENEZIA (Italy) http://www.isde.it/ Cosa sapevo di così importante io, uno scienziato reticente del Midwest, tanto da farmi arrestare mentre protestavo di fronte alla Casa Bianca? E cosa avreste fatto voi se aveste saputo ciò che so io? Cominciamo dal motivo per cui sono qui ora. Sono stato fortunato a crescere in un periodo in cui per il figlio di un contadino non era difficile arrivare all’università. E sono stato veramente fortunato a studiare nell’Università dell’Iowa, dove ho potuto seguire le lezioni del professor James Van Allen, che progettò gli strumenti per i primi satelliti degli Stati Uniti. Il professor Van Allen mi parlò di alcune osservazioni di Venere e mi disse che venivano captate intense radiazioni di microonde. Significava forse che Venere non possedeva una ionosfera? o che era semplicemente un pianeta caldo? La risposta esatta, confermata dall’astronave sovietica "Venera", fu che Venere era un pianeta molto caldo, circa 900°Fahrenheit (482°C). Temperatura che veniva mantenuta costante da una densa atmosfera ricca di anidride carbonica. Sono stato fortunato ad entrare a far parte della NASA e a far accettare una proposta di un volo spaziale per Venere. I nostri strumenti scattarono questa immagine dell’atmosfera di Venere che si scoprì essere una coltre di gas a base di zolfo Ma, mentre i nostri strumenti venivano costruiti, venni coinvolto nella stima dell’effetto serra sulla Terra, perché ci accorgemmo che che la composizione della nostra atmosfera stava cambiando. Alla fine, ho rassegnato le mie dimissioni come capogruppo dell’esperimento su Venere perché un pianeta che cambia davanti ai nostri occhi è molto più interessante ed importante visto che il suo cambiamento interesserà l’intera umanità. L’effetto serra è conosciuto da più di un secolo. Il fisico inglese John Tyndall, intorno al 1850, condusse degli esperimenti sulla radiazione infrarossa, che rappresenta il calore, scoprendo che gas come la CO2 assorbono il calore comportandosi come una coperta che riscalda la superficie terrestre. Ho lavorato assieme ad altri scienziati per analizzare le osservazioni climatiche della Terra. Nel 1981 abbiamo pubblicato un articolo sulla rivista Science concludendo che un assorbimento di calore pari a 0,4 °C nel secolo precedente era correlato > con l’effetto serra dovuto all’aumento della CO2, > che probabilmente la Terra si sarebbe riscaldata negli anni ’80 > e che il riscaldamento avrebbe superato il livello di variazione casuale del clima entro la fine del secolo. Abbiamo inoltre affermato che nel 21° secolo si sarebbe assistito a fenomeni quali cambiamento delle zone climatiche, nascita di zone tendenti alla siccità in nord America e Asia, scioglimento dei ghiacci con conseguente innalzamento del livello del mare ed apertura del leggendario "Passaggio a Nord-Ovest". Tutti questi fenomeni si sono già verificati o si stanno chiaramente manifestando. L’articolo è stato pubblicato sulla prima pagina del New York Times. Io, poi, negli anni Ottanta, sono stato chiamato a testimoniare di fronte al Congresso. In tale circostanza ho sottolineato che il riscaldamento del pianeta aumenta ambedue gli estremi del ciclo dell’acqua sulla Terra Da un lato porta a ondate di calore e maggiore siccità direttamente con l’aumento delle temperatura, dall’altro, vista la maggiore presenza di vapore acqueo nell’atmosfera, con la sua energia latente, porta a precipitazioni più violente, con forti tempeste e maggiori inondazioni. Tutta la discussione sul cambiamento climatico ha occupato moltissimo del mio tempo, distraendomi dall’attività scientifica, ma forse c’entra qualcosa anche il fatto che ho lamentato che la mia testimonianza era stata alterata dalla Casa Bianca. Quindi, ho deciso di dedicarmi solo all’attività scientifica e ho lasciato ad altri l’onere della comunicazione sul cambiamento climatico. A distanza di quindici anni, le prove a favore del surriscaldamento globale sono diventate più forti. Molte di quelle citate nell’articolo del 1981 sono diventate fatti. Ho avuto il privilegio di parlare due volte di fronte alla Task Force presidenziale sul Clima, ma la politica energetica continua a basarsi sulla ricerca di nuovi carboni fossili. Nel frattempo erano nati i nostri due nipoti, Sophie e Connor. Non volevo che dicessero in futuro: “Il nonno aveva capito cosa stava accadendo, ma non lo ha mai affermato con chiarezza”. Così ho deciso di effettuare un discorso pubblico per criticare l’assenza di una politica energetica adeguata (nel 2004, presso l’Università dell’Iowa, e nel 2005 al meeting dell’Unione di Geofisica americana). Per questo, la Casa Bianca ha allertato i quartieri generali della NASA, i quali mi hanno informato che non avrei potuto più tenere alcun discorso né avere alcun contatto con i media senza previa esplicita approvazione da parte dei quartier generali della NASA. Quando ho denunciato tutto questo al New York Times, la NASA è stata costretta a ritirare la censura, ma ci sono state delle conseguenze. Avevo usato la prima riga della dichiarazione dei Princìpi della NASA “Capire e proteggere il pianeta Terra” per giustificare i miei interventi. Da quel momento in poi ho dovuto eliminare tale frase. e non è più comparsa Nei due anni successivi ho cercato sempre più di far capire l’estrema urgenza di un cambiamento a livello di politica energetica, e allo stesso tempo portavo avanti la ricerca sugli elementi fisici legati al cambiamento climatico. Lasciatemi spiegare le conclusioni più importanti derivate dalla Fisica. Innanzitutto, dal punto di vista del bilancio energetico della Terra in secondo luogo, dal punto di vista della storia del clima terrestre. Aggiungere CO2 all’atmosfera equivale ad aggiungere una coperta al letto: riduce la capacità della Terra di respingere le radiazioni nello spazio portando ad un temporaneo squilibrio energetico, maggiore energia in entrata che in uscita, fino a che la Terra non raggiunge nuovamente una temperatura tale da permetterle di rilasciare nello spazio, sottoforma di radiazioni, tutto il calore assorbito dal sole. L’elemento fondamentale è, quindi, lo squilibrio energetico. Se c’è maggiore energia in entrata che in uscita, significa che, prima o poi, la temperatura aumenterà anche senza bisogno di immettere ulteriori gas serra nell’atmosfera. Ora siamo in grado di misurare questo squilibrio energetico, in particolare, misurando la temperatura terrestre nelle sue sorgenti termiche. La maggiore di esse, l’oceano, era stata la meno analizzata fino a quando non sono stati utilizzati più di 3000 galleggianti "Argo" sparsi su tutti gli oceani del mondo Le misurazioni hanno rivelato che la metà più superficiale dell’oceano si sta riscaldando a ritmi sostenuti e che anche la parte più profonda dell’oceano sta seguendo lo stesso trend, ma ad un ritmo inferiore. Questa energia sta portando ad un chiaro scioglimento dei ghiacci in tutto il pianeta. Anche la Terra si sta riscaldando. fino a profondità di qualche decina di metri Lo squilibrio energetico, attualmente, è pari a 6/10 di watt/m2. Potrebbe sembrarvi una cifra irrisoria, ma se lo moltiplicate per tutta la superficie terrestre diventa una cifra enorme: venti volte maggiore del quantitativo di energia usata/consumata dall’umanità intera. Equivale all’esplosione di 400.000 bombe atomiche di Hiroshima al giorno, 365 giorni l’anno. Ecco quanta energia in eccesso viene immagazzinata dalla Terra ogni giorno. Per stabilizzare il clima dovremmo ridurre la CO2 da 391 parti pp/milione a 350 ppm. Questo è il cambiamento necessario per ovviare allo squilibrio esistente e fermare l’effetto serra. Chi non crede nel cambiamento climatico afferma che la maggiore causa del surriscaldamento è il sole, ma il maggiore squilibrio energetico è stato registrato in corrispondenza dei minimi solari mai registrati, ovvero quando i livelli di energia solare che ha raggiunto la Terra erano minimi. Nonostante i bassi livelli di energia solare, c’era maggiore energia in entrata che in uscita. Questo significa che l’effetto della variazione dell’energia solare viene superato da quello dei gas serra, derivanti, soprattutto, dalla combustione dei carbonfossili. Consideriamo ora la storia del clima terrestre. Quelli che vedete, sono i grafici relativi alla temperatura globale, la CO2 atmosferica e il livello del mare, ottenuti da carote oceaniche dai sedimenti oceanici e dai fiocchi di neve che si sono sedimentati gli uni sugli altri in 800.000 anni, fino a formare uno strato di ghiaccio di due miglia di spessore. Come vedete c’è una correlazione stretta tra temperatura, CO2 e livello del mare. Da indagini accurate si è capito che la temperatura cambia con un anticipo di qualche secolo rispetto alla CO2. Coloro che negano il cambiamento climatico cercano di confondere chi li ascolta convincendoli che è la temperatura ad influenzare il cambiamento della CO2, e non il contrario, invece questo sfasamento è esattamente quello che ci si aspetta. Piccole variazioni nell’orbita terrestre, che avvengono nell’arco di decine o anche centinaia di migliaia di anni, alterano la distribuzione della luce solare sulla Terra: quando, in estate, c’è maggiore luce solare, ad alte latitudini, i ghiacci si sciolgono. La riduzione dell’estensione dei ghiacci rende il pianeta più scuro. Di conseguenza viene assorbita più luce solare e la Terra si scalda. Anche l’oceano si riscalda, rilasciando quindi maggiori quantitativi di CO2, così come farebbe una bottiglia di Coca Cola riscaldata. Maggiore CO2 causa, a sua volta, un aumento della temperatura. Quindi la CO2, il metano e lo scioglimento dei ghiacci sono stati feedback che hanno amplificato il cambiamento della temperatura globale, rendendo enormi le normali variazioni del clima, anche se il cambiamento climatico era iniziato a causa di forze deboli. La cosa importante è che questi stessi feedback amplificatori si registreranno anche ora. La fisica non cambia: a mano a mano che la Terra si riscalda, attualmente a causa dei maggiori quantitativi di CO2 che immettiamo nell’atmosfera, i ghiacci si scioglieranno e i processi di riscaldamento degli oceani e di scioglimento del "permafrost" provocheranno un rilascio di CO2 e metano. Non possiamo prevedere quanto velocemente questi feedback amplificatori si verificheranno, ma è sicuro che si verificheranno, se non la smettiamo di causare il surriscaldamento terrestre. Ci sono prove che tali feedback sono già iniziati. Le misurazioni precise del satellite gravitazionale "GRACE" rivelano che l‘estensione e la massa della Groenlandia e dell’Antartide si stanno riducendo di diverse centinaia di km cubici ogni anno, e la riduzione sta accelerando rispetto a nove anni fa, quando sono stati effettuati i primi rilevamenti. Oggi anche il Permafrost sta rilasciando metano. Che innalzamento del livello del mare possiamo aspettarci? L'ultima volta che, come oggi, la CO2 ha raggiunto 390 ppm, il livello del mare era più alto di 15 metri rispetto ai livelli attuali. In pratica le sedie dove siete seduti si troverebbero sotto acqua. Secondo la maggior parte delle stime, in questo secolo, si prevede un aumento di un metro. Io credo che sarà anche maggiore, soprattutto se continuiamo a bruciare i combustibili fossili: arriverà anche fino a 5 mt già entro questo secolo o poco dopo. Il problema è che avremo innescato un processo che è fuori dal controllo dell'uomo. L'estensione dei ghiacci continuerà a ridursi per secoli, le linee di costa non saranno stabili e le conseguenze economiche sarebbero devastanti. Ci sarebbero centinaia di disastri come quello di New Orleans in tutto il mondo. Una delle conseguenze più pericolose del continuare a negare il cambiamento climatico è l'estinzione di specie animali e vegetali. La farfalla monaca potrebbe essere una delle specie comprese in quel 20-50% che, secondo le stime della Commissione Intergovernativa sul cambiamento climatico, sarebbero destinate ad estinguersi entro la fine del secolo se continuiamo con gli attuali consumi di combustibili fossili. Le conseguenze del riscaldamento globale stanno già causando effetti sulle persone. Le ondate di caldo e di siccità che ci sono state quest'anno in Texas, Oklahoma e Messico, ma anche l'anno prima a Mosca e nel 2003 in Europa, sono eventi eccezionali, vere e proprie deviazioni rispetto alla norma. Fino a 50 anni fa, queste anomalie interessavano solo dai 2 ai 3 decimi dell'1% delle terre emerse. Negli ultimi anni, a causa del riscaldamento globale, hanno interessato circa il 10% delle terre emerse, con un aumento di quasi 25-50 volte. Quindi, possiamo affermare con un elevato grado di certezza, che ciò che è successo in Texas e a Mosca non dipende da cause naturali, ma è causato dal riscaldamento globale. Una delle conseguenze più pesanti che si avranno a causa del surriscaldamento del pianeta toccherà le grosse aree cerealicole degli USA (Midwest e Grandi Pianure) e del mondo intero, che, se le cose non cambiano, in poche decine di anni tenderanno ad un livello di siccità maggiore di quello del "Dust Bowl" (n.d.r.: le grandi grandi tempeste di sabbia del 1931-'39 che colpirono gli Stati Uniti centrali e il Canada). Perché mi sono lasciato coinvolgere così tanto in questa comunicazione, tenendo comizi in dieci paesi diversi, finendo coll'essere arrestato e sprecando tutti i giorni di vacanza maturati in 30 anni di carriera? In gran parte grazie ai miei nipoti che mi hanno aiutato molto Jack è un bimbo estremamente positivo ed entusiasta qui lo vedete quando aveva due anni e mezzo e pensava di poter proteggere la sorellina di due giorni e mezzo Sarebbe immorale lasciare loro un sistema climatico che sta andando fuori controllo. La tragedia è che noi possiamo ovviare al cambiamento climatico, per esempio con un approccio semplice ed onesto basato sull'applicazione di una tassa sulla CO2, da aumentare gradualmente, applicata alle industrie di combustibili fossili. Ogni mese il 100% dei dividendi che verrebbero ricavati potrebbero essere redistribuiti ai cittadini legalmente residenti, su base pro capite, facendo sì che il Governo non intaschi un centesimo. guadagnerebbe più di quanto non dovrebbe spendere per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia. Questo dividendo stimolerebbe economia e innovazione creando milioni di posti di lavoro. E' la condizione per muoverci velocemente verso un'economia pulita. Questa è la proposta elaborata congiuntamente da diversi esperti economisti. Jim Di Peso, dell’Ente per la Protezione Ambientale dei Repubblicani, la descrive così: “> trasparente, > basata sul mercato, > non dà maggiori poteri al Governo. > lascia ai singoli la scelta sull’energia. > sembra un piano climatico elaborato da conservatori” Ma invece di far sì che l'emissione di CO2 venga sottoposta ad una tassa sempre maggiore in modo che i combustibili fossili ripaghino pienamente la società, i Governi di tutto il mondo spingono i cittadini a finanziare una spesa in carbonfossili pari a 400-500 miliardi di dollari l'anno nel mondo. In questo modo viene incoraggiata l'attività di estrazione dei combustibili fossili in tutte le sue forme: > attività minerarie, > idrofratturazione, > sabbie bituminose, > catrame di scisto, > trivellazioni a largo dell'oceano artico. Se si persevererà su questa strada, sicuramente supereremo le soglie del non ritorno e, quindi, la riduzione dell'estensione dei ghiacci continuerà e subirà una forte accelerazione nelle prossime generazioni. Una parte consistente delle specie attuali si estinguerà e ci saranno siccità o inondazioni nelle riserve di grano, il che implicherà carestie e declino economico. Immaginate un enorme asteroide in traiettoria di collisione diretta con la Terra. Questa è la situazione che dobbiamo affrontare oggi. Noi continuiamo ad esitare, e non stiamo facendo nulla per cambiare la rotta dell'asteroide anche se più aspettiamo e più diventa difficile e costoso farlo. Se avessimo iniziato nel 2005, la riduzione di CO2 necessaria a ristabilire il bilancio energetico e stabilizzare il clima entro questo secolo, sarebbe stata del 3% all'anno. Se cominciassimo l'anno prossimo, diventerebbe del 6% annuo. Se aspettassimo 10 anni, salirebbe al 15% all'anno e sarebbe estremamente costoso e difficile, forse impossibile. Eppure non abbiamo nemmeno iniziato a muoverci! Ora sapete cosa so io e cosa mi ha spinto, a lanciare questo allarme, ma, evidentemente, non sono stato abbastanza efficace. La Scienza è chiara. Ho bisogno del vostro aiuto per comunicare con maggiore efficacia la gravità, l'urgenza della situazione e le possibili soluzioni. Lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Grazie Traduzione a cura del Dr. G. Di Giovannantonio - ISDE Venezia

Video Details

Duration: 17 minutes and 51 seconds
Country: Italy
Language: English
Producer: TED Conferences, LLC
Views: 101
Posted by: rinotraduttore on Apr 8, 2012

Conferenza di James Hansen - Traduzione a cura del dr. G. Di Giovannantonio ISDE Italia (http://www.isde.it/) Isde Venezia

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