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hoptial

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Tutto era calmo e poi, all'improvviso, verso le due, le due e mezza, non ricordo precisamente, abbiamo avuto decine di ambulanze che sono arrivate brutalmente con 40 o 50 pazienti Dei pazienti feriti molto gravemente, immagino Tutto era alla rinfusa, quindi il primo lavoro da fare è stato proprio smistare i pazienti Non è molto bello da dire, ma è così che si dice, si smistano i pazienti secondo la gravità delle loro condizioni, in modo che se ne possa prendere cura non secondo l'ordine d'arrivo, il che sarebbe assurdo, ma secondo la loro gravità Poi dato che le ambulanze erano molte si è creata una lunga coda, e abbiamo dovuto smistare per strada autorizzando alcune ambulanze di andare al pronto soccorso e chiedendo ad altre di rimanere fuori e di portare a braccia o su barelle i pazienti dalle ambulanze al pronto soccorso, per non creare code Ogni paziente è stato preso in carico da una squadra di infermieri, di medici, di tirocinanti e e le cose si sono svolte in modo un po' automatico, in effetti è andato tutto bene perché è automatico Quante persone sono state, non so se si può dire così, operate nella notte da venerdì a sabato? Non so quanti blocchi operatori abbiamo attivato durante la notte, quello che so è che abbiamo aperto 4 blocchi operatori che hanno funzionato in permanenza, ho un chirurgo che ha lavorato per 24 ore di fila al blocco operatorio e avevamo 17 anestesisti mobilitati sul posto Tutti i pazienti hanno potuto essere operati entro le 24 ore. Alcuni pazienti del resto sono ancora in rianimazione e non è escluso che alcuni di loro debbano essere di nuovo operati presto. Come vive lei, in quanto uomo, come vede questi pazienti tra la vita e la morte, giovanissimi, che erano andati a vedere un concerto? Di pazienti che muoiono, di pazienti che soffrono, ne vediamo molti perché è il nostro mestiere Non è quella la questione, ma è piuttosto l'atmosfera che abbiamo potuto vivere, che era estremamente impressionante, in particolare per il fatto che quando i pazienti arrivavano, malgrado il fatto che alcuni fossero gravemente feriti e molto coscienti c'era un silenzio estremamente impressionante, cioè i pazienti non parlavano erano come pietrificati in una sorta di mutismo, che creava un sentimento molto strano Nei cattivi film, americani o francesi, per questo tipo di situazioni si mostrano scene in cui la gente urla, è disperata, e via così Ad ogni modo non è quello che abbiamo vissuto in ospedale, in ospedale abbiamo visto la gente arrivare, in grande quantità a volte gravemente feriti, tutti silenziosi e quindi sono elementi che decisamente hanno lasciato un segno nelle persone che hanno lavorato questa notte Ho sentito parole molto dure, ferite di guerra, peggio che in Afghanistan, cosa vuol dire, di cosa si tratta? Sono stato medico in Afghanistan qualche anno fa, medico militare e in effetti non ho vissuto niente di tutto questo perché la caratteristica principale di ciò che abbiamo vissuto è che prima di tutto si tratta di civili, anche se ci sono civili feriti anche in guerra, certo, sono tutti giovani, e sono tutti dei prossimi in realtà ognuno di loro potrebbe essere vostro fratello o vostro figlio e ce ne sono 50 tutti insieme, all'improvviso e non ricordo di aver mai visto 50 feriti gravi tutti insieme Potreste anche parlarci della solidarietà del movimento, della professione medica? Quello che mi ha colpito molto è che quando era mezzanotte e non avevamo ancora pazienti e che stavo chiamando i medici del mio servizio a casa loro perché tornassero in ospedale il mio telefono continuava a suonare perché molti medici, che non conoscevo tra l'altro, chiamavano l'ospedale per sapere se potevano venire a dare una mano dei tirocinanti, degli esterni, degli studenti, dei medici in formazione, abbiamo avuto molta, molta gente, e vi racconto questa storia che, quando ci si pensa, è incredibile è che a un certo punto credo che nel servizio avevo più medici che non appartenevano al mio servizio, che non conoscevo qualche ora prima, che medici del mio servizio Non tutti erano urgentisti, non tutti erano specialisti delle urgenze ma tutti sono stati molto utili perché ci siamo organizzati in modo tale che ognuno ha messo la sua piccola pietra all'edificio Avevamo l'impressione di essere in un ospedale da campo, è davvero veramente in questi grandi momenti come questo di di difficoltà e dopo degli attentati del genere, è davvero così, visualmente? Sì, è così, ma bisogna capire che visualmente l'impressione è quella di una sorta di anarchia ma in termini di organizzazione è relativamente ben rodato perché gli ospedali a Parigi, cioè, in Francia in realtà si addestrano in permanenza alla messa in opera di questi piani eccezionali durante i quali non dobbiamo ricevere uno o due pazienti, come ne abbiamo l'abitudine perché, sapete, di pazienti feriti da armi da fuoco, ne vediamo, ogni giorno, anche a Parigi anche da questo tipo di armi. Qua la caratteristica è che qua non ne abbiamo 2 o 3, ma 30 o 40 tutti insieme e quindi bisogna differenziare l'immagine che dà l'impressione forse di una grande anarchia dalla realtà delle cose che fa sì che in fondo il personale è addestrato, ci sono dei protocolli, si fanno delle prove le cose poi si riescono a fare piuttosto bene Ad ogni modo, negli ospedali, ero nell'ospedale si è organizzati in modo tale da poterci prendere rapidamente carico delle persone

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Duration: 5 minutes and 42 seconds
Country:
Language: English
License: Dotsub - Standard License
Genre: None
Views: 14
Posted by: vladmagdu on Nov 16, 2015

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