De Revolutione: Roberto Esposito at TEDxNapoli
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Buonasera.
Mi chiamo Roberto Esposito, ho 26 anni e nella vita realizzo le mie idee.
Oggi vi racconterò in cinque minuti l'anno appena trascorso della mia vita.
Esattamente dodici mesi fa stavo lavorando ad una nuova idea legata al web
e così, un po' per sondare il terreno, un po' per ottenere visibilità,
ho deciso di inventare una nuova campagna di marketing non convenzionale.
L'aspetto più affascinante del marketing non convenzionale
è che tutto è basato sull'idea,
quindi anche in un momento di crisi,
in cui non è possibile fare investimenti,
è possibile ottenere un grande risultato
puntando ad un forte impatto mediatico e sociale.
Nel mio caso l'idea era quella di battere un primato mondiale
per entrare nel “Guinness World Record”.
Come avrete notato, non sono l'uomo più alto del mondo,
quindi ho pensato di giocare su un terreno
che conoscevo e sfidare CityVille,
uno dei videogame online più famosi del mondo,
nel creare il post su Facebook con più commenti del mondo.
Ho pensato che se il mio obiettivo era promuovere una start-up
e magari ricevere un investimento, non c'era niente di meglio
che ottenere visibilità dimostrando la mia abilità
nel vendere un'idea sul web.
Così ho passato giorno e notte
a tentare di diffondere il mio tentativo di record,
incentivando il passaparola sui social network, rincorrendo i giornalisti
nella speranza che citassero l'iniziativa e stringendo accordi
con blogger e forum, fino a trasformarlo in un fenomeno virale.
Tre mesi dopo, mentre CityVille raggiungeva i 290.000 commenti,
il mio post ne otteneva 560.000 e veniva ufficialmente riconosciuto
come nuovo primato mondiale.
Una settimana dopo sono stato contattato da Greenpeace International
e questi ragazzi mi hanno spiegato che il consumo energetico di internet
basterebbe a piazzarlo al quinto posto
tra i paesi che consumano più elettricità al mondo.
In particolare, Facebook consuma l'equivalente di trentamila abitazioni
per ciascuno dei suoi data center sparsi nel mondo.
Così Greenpeace International, scambiandomi
per un personaggio famoso in Italia
per via dei miei due milioni di fan su Facebook,
mi ha invitato a partecipare a questa campagna
per convincere il social network ad abbandonare
l'energia prodotta con il carbone e il nucleare,
a favore di quella prodotta con le fonti rinnovabili.
E quale modo più efficace per convincere Facebook
a diventare ecosostenibile?
In un solo giorno abbiamo lanciato e battuto
il record mondiale di commenti su Facebook in 24 ore.
In un solo giorno, quindi,
il social network è stato letteralmente bombardato
dai messaggi di ottantamila persone,
in sedici lingue diverse, che volevano Facebook verde.
Facebook se n'è accorto, di sicuro se ne sono accorti i suoi server e così,
qualche mese dopo, ha annunciato il suo impegno a rivedere
la propria politica energetica e inoltre dall'inizio del 2012
Facebook collabora con Greenpeace per incoraggiare le grandi aziende
a passare alle fonti rinnovabili
e agli utenti a ridurre il consumo energetico.
Questi due episodi servono a dimostrarci una cosa,
che internet non è solo una rete di computer,
ma è una tecnologia che permette a milioni di persone nel mondo
di accorciare le distanze e di unirsi,
come mai è accaduto prima nella Storia,
intorno ad un'idea che condividono.
Tutto questo accelera il progresso dell'Umanità
e cambia la cultura e la società in cui viviamo.
Milioni di persone ogni giorno si impegnano a promuovere quindi
una nuova cultura di collaborazione e di condivisione della conoscenza.
Da queste considerazioni nasce l'idea imprenditoriale
su cui lavoro da circa un anno.
Si chiama De Revolutione ed oggi è un social network
che sta per essere lanciato in versione beta.
A differenza di tutti gli altri social network,
incentrati sulle persone e sulla condivisione
delle proprie informazioni personali,
De Revolutione è incentrato sulle idee,
e mira ad unire tutte le persone che le condividono.
L'obiettivo è quindi quello di sfruttare la rete
per permettere alle persone
di perfezionare le idee con la collaborazione di gruppo
e amplificarle fino a trasformarle in vere e proprie rivoluzioni.
La prima rivoluzione è quella che stiamo tentando di fare noi,
offrendo agli utenti uno strumento che permetta
di concretizzare le proprie ambizioni per dare un contributo reale
al mondo in cui viviamo.
Non si tratta più di un semplice servizio offerto al pubblico,
ma dell'introduzione di nuovi modelli di comunicazione,
che vanno a modificare le dinamiche delle nostre relazioni sociali.
In questo modo chiunque può creare un palinsesto e dire la propria,
anche chi non ha più niente da dire,
dando libero sfogo alla propria creatività.
In questo modo gli spettatori diventano attori,
davanti ad una platea che ha la possibilità di aderire, di finanziare
e di offrire il proprio contributo alla realizzazione di un'idea.
Ad oggi la rete si è mostrata piuttosto entusiasta:
in pochi mesi oltre cinquantamila persone
hanno prenotato un account su De Revolutione.
Nel frattempo ci sono nuove idee, nuovi progetti,
quindi immaginate un po' cosa sarò in grado di raccontarvi tra un anno.
Grazie.
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